Ricerche nazionali

Il Laboratorio svolge numerose ricerche sul territorio nazionale, tra queste le principali sono:

 

Documentazione degli elementi architettonici e rilievo materico del complesso del Palazzo Centrale dell’Università degli Studi di Pavia

Il progetto di ricerca, svolto in maniera congiunta con il laboratorio PLAY, dell’Università di Pavia, riguarda la documentazione dei fronti esterni, dei cortili e degli ambienti della crociera dell’antico Ospedale San Matteo, dell’edificio Centrale dell’Università, nel cuore della città di Pavia. La campagna di rilevamento, condotta mediante l’utilizzo di strumentazione laser scanner  e attraverso tecniche di ripresa fotogrammetrica, prevede l’impiego di droni per il monitoraggio delle coperture e degli ambienti più difficilmente accessibili del complesso al fine di produrre un’analisi preliminare per la gestione degli interventi di conservazione e manutenzione. Particolare attenzione viene riservata allo studio del colore delle superfici pittoriche che interessano i fronti del complesso.

Archeologia 3.0_ Attività di analisi, documentazione e restituzione grafica dello scavo archeologico di Bedriacum a Calvatone (CR)

La ricerca, condotta dal laboratorio DAda LAB in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, il Comune di Calvatone, la Fondazione “Gina e Ferruccio Del Re” di Calvatone, l’Associazione “Anemos”, è cofinanziata dalla Regione Lombardia, attraverso il bando per la promozione di interventi di valorizzazione di aree archeologiche per siti iscritti o candidati alla lista UNESCO e itinerari culturali in Lombardia.
Le attività riguardano lo sviluppo di una banca dati tridimensionale in grado di descrivere il sito archeologico di Calvatone, il vicus romano di Bedriacum. Attraverso attività di rilevamento e di ridisegno dei rilievi condotti nelle campagne di scavo avvenute negli ultimi vent’anni, si determina un quadro conoscitivo, delle azioni di scavo, che sarà fruibile attraverso sistemi informativi multimediali. La produzione di modelli tridimensionali a supporto delle analisi stratigrafiche e delle interpretazioni per lo sviluppo di ipotesi ricostruttive consentirà di popolare mappe tematiche e di realizzare strumenti informativi per promuovere il patrimonio archeologico locale negli ambienti del Visitor Centre allestito nei locali del Comune.

La documentazione delle Architetture militari di Verona

Nello spazio urbano veronese sono visibili ancora oggi opere monumentali che formano un repertorio di quasi 2.000 anni di storia di arte fortificatoria. Tuttora restano imponenti i resti della città fortificata romana, il perimetro della città murata scaligera, la struttura bastionata della fortezza veneta, la grandiosa disposizione della piazzaforte asburgica, cardine del Quadrilatero. La Cinta Muraria urbana, nel suo assetto definitivo, ha uno sviluppo di oltre 9 chilometri e occupa quasi 100 ettari con le sue opere: torri, rondelle, bastioni, fossati, terrapieni. Il sistema difensivo veronese è un imponente complesso costituito da da svariati elementi disposti tra colline e pianura attorno alla città di Verona, costituendo non solo uno straordinario catalogo tipologico dell’architettura militare e del suo sviluppo ma anche un apparato urbano e ormai paesaggistico praticamente unico al mondo. Questo sistema difensivo stratificato costituisce uno dei punti cardini su cui si fonda la declaratoria UNESCO della città, esplicitando una valenza storica e culturale internazionale in attesa di essere compiutamente riscoperta e valorizzata.
La ricerca, avviata nel 2016 da una collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso Porta Palio è oggi disciplinata da un accordo con il Comune di Verona ed è ancora in corso.


Fast survey for After Disaster digital documentation: chiese danneggiate dal terremoto in Abruzzo.

L’emergenza nella documentazione di tessuti urbani e complessi architettonici colpiti da eventi sismici e la velocità richiesta a operatori sul campo nelle procedure di ispezione, segnalazione e messa in sicurezza di danni e lesioni subiti dalle muratore storiche (solitamente limitata a slot di sopralluogo di 40′), richiamano strategie speditive e coordinate di valutazione e quantificazione di crolli, instabilità e scenari di danno. Tali programmi metodologici esprimono la loro centralità tanto in ambito applicativo, come protocolli collaborativi tra squadre multidisciplinari di intervento, che nella loro finalità didattica, con la formazione di studenti e professionisti preparati sulla documentazione strutturale di emergenza.
L’azione multidisciplinare congiunta tra laboratori di ricerca dell’Università di Pavia, DAda Lab. e PLAY, e la Fondazione Europea EUCENTRE per la formazione e ricerca in Ingegneria Sismica, sperimenta protocolli di indagine architettonica e rilievo digitale, condotto sia da terra che aereo, sui contesti territoriali colpiti dagli sciamo sismici degli ulltimi anni, in particolare nei centri storici dell’intorno di Teramo, in Abruzzo. L’obiettivo è di sviluppare affidabili report di integrità e deformazione delle strutture murarie storiche quali basi informative per analisi di agibilità e dati di supporto a protocolli di emergenza, dove procedure di documentazione digitale fotografica integrano scansioni Lidar e campagne UAV per la ricostruzione tridimensionale degli scenari di danno.
La produzione di un database di documentazione a 360° delle fabbriche architettoniche, dal dato metrico e fotografico alla lettura deformativa, è propedeutica all’inserimento di tali informazioni su piattaforme immersive di Realtà Aumentata, dove le azioni di fruizione consentite dall’interfaccia di programmazione sono comunicate al pubblico, in modalità esplorativa e di training, attraverso tour informativi di accesso remoto.

Lo studio dei centri urbani nella pianura dell’Oltrepò Pavese

Il progetto riguarda lo sviluppo di un sistema di analisi  per la comprensione e la rappresentazione del paesaggio della pianura nell’Oltrepò pavese, al fine di preservarne e conservarne il patrimonio storico paesaggistico. La catalogazione del territorio e dei suoi elementi costituenti diviene uno strumento per innescare un network tra amministrazioni, enti locali e Università al fine di promuovere le tradizioni culturali e il valore del territorio. Dal 2013 sono in corso azioni di documentazione volte alla tutela e alla salvaguardia della memoria di tale sistema paesaggistico e culturale.


La documentazione di Villa Adriana

Il progetto pluriennale di indagine ha l’obiettivo di fornire alla Soprintendenza una banca dati tridimensionale degli ambienti della Villa, capace di descrivere lo stato dei luoghi sia relativamente alle condizioni delle murature che delle relazioni tra architettura e paesaggio. Villa Adriana rappresenta la più alta espressione di architettura imperiale coniugando spazi legati sia ad esigenze politiche che ad attività ricreative e di piacere in un complesso dall’articolazione urbana immerso nell’armonia di un paesaggio  dove la natura permea le strutture con vasche, giochi d’acqua e coni visivi che si aprono fin verso Roma. Le attività di documentazione e rilievo delle rovine, organizzate in campagne di documentazione, hanno prodotto ad oggi un database parziale della Villa costituito da  nuvole di punti ad alta densità dalle quali vengono elaborati modelli 3D sui quali poter studiare i sistemi morfologici, i dettagli costruttivi e parietali per individuare le relazioni architettoniche tra gli elementi e i sistemi paesaggistici, dalla grande scala al singolo dettaglio murario. Villa Adriana costituisce uno dei più complessi siti archeologici italiani, questa ricerca intende sviluppare un apparato documentario in grado di descrivere lo stato dei luoghi esplicitando tecniche e sistemi costruttivi per semplificare  letture tematiche in grado di promuovere la conoscenza sul patrimonio. Parallelamente la ricerca sviluppa una riflessione sulla qualità dei modelli e dei disegni per la descrizione delle rovine nel loro stato attuale e tramite procedure di  ricostruzione virtuale.


Lo studio dell’Architettura Eremitica e il rilievo della Certosa di Pavia e della Certosa del Galluzzo

Ricerca intrapresa dal 2005 con il rilievo e la documentazione dei principali complessi eremitici della Toscana quali Monte Senario, Vallombrosa, Camaldoli e La Verna (in corso) e proseguita con la documentazione di complessi eremitici nel pavese con l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio. La documentazione della Certosa di Pavia e della Certosa del Galluzzo, avviata dal 2014 e ancora oggi in corso, è volta a redigere una banca dati dei due complessi monumentali per estrapolare un quadro conoscitivo  per l’intero complesso e per le singole celle, al fine di definire modelli informativi utili per la valorizzazione e la gestione di tali complessi.


Attività di documentazione e di analisi per il cantiere degli Uffizi

Dal 2010 sono state condotte numerose attività di rilevamento e documentazione nel Cantiere dei Grandi Uffizi​, sviluppando attività ed esperienze di indagine di supporto per i tecnici e per gli specialisti attivi nelle opere di cantiere. Tali attività sono state oggetto di convenzioni ​tra il Dipartimento e la Soprintendenza offrendo alla ricerca scientifica, una serie di occasioni importanti per poter sperimentare e sviluppare metodologie innovative di rilievo digitale 3D dedicato più specificatamente al monitoraggio strutturale dell’architettura.